12 Ott b2b, asset relazionale
Un brand può avere un’immagine impeccabile, una buona presenza digitale e comunque fare fatica a crescere. È una contraddizione che nel fashion si vede spesso e che racconta bene un punto. Comunicare al consumatore finale è fondamentale, ma non esaurisce il lavoro necessario per costruire mercato.
Tra il prodotto e chi lo acquista esiste infatti un sistema molto più articolato.
Fornitori, retailer, showroom, distributori, partner commerciali, solo per citarne alcuni, sono interlocutori con esigenze diverse che contribuiscono in modo concreto alla capacità di un brand di produrre, distribuire e crescere.
Una comunicazione B2C efficace rende il brand più riconoscibile e desiderabile; una buona strategia B2B permette a quella desiderabilità di trovare distribuzione, interlocutori e nuovi mercati.
Per un’impresa questo è particolarmente importante nella misura in cui le risorse vanno distribuite tra priorità diverse e ogni investimento dovrebbe avere una funzione precisa.
E se l’obiettivo è entrare in nuovi mercati, aumentare la distribuzione o costruire nuove relazioni commerciali, non basta chiedersi quanto il brand sia visibile, piuttosto quanto sia leggibile, credibile e interessante per chi può contribuire alla sua crescita.
Ed è forse questo il punto.
Una presentazione commerciale, il rapporto con un fornitore, un incontro con un distributore o il materiale destinato a un buyer non sono attività che iniziano dove finisce il marketing.
Sono marketing e sono parte concreta del modo in cui un brand costruisce relazioni, strumenti e processi che permettono al posizionamento di tradursi in presenza reale sul mercato.